L’italiano è una lingua non-configurazionale a soggetto nullo e testa marcata, caratterizzata da una morfologia ricca e una sintassi flessibile che è particolarmente sensibile alle scelte pragmatiche e discorsive. Dal punto di vista dell’effetto pragmatico sulla struttura sintattica, Valin (2005: 77) colloca l’italiano tra le lingue con ‘sintassi flessibile e focus rigido’. L’inglese, dall’altro lato, è tra le lingue con ‘sintassi rigida e focus flessibile’, che rende interessante il contrasto tra le due lingue. Queste caratteristiche tipologiche interessano la TP in due modi fondamentali. Primo, per quanto riguarda la nozione di transfer di informazioni grammaticali all’interno e tra i sintagmi di una frase (cf. cap. 1, § 4.1, questo volume), Di Biase & Kawaguchi (2002) mostrano che, nonostante il contrasto basilare con l’inglese, i dati dall’interlingua italiana validano appieno le ipotesi universali sullo sviluppo di strutture morfologiche e le loro interazioni con la sintassi, come ipotizzato da Pienemann (1998), il quale non aveva esplorato nessuna lingua romanza. Secondo, e forse ancora più importante, riguardo l’architettura della Grammatica Lessico-Funzionale di corrispondenze tra i suoi tre livelli paralleli di rappresentazione linguistica, il bisogno di render conto alla non-configurazione della sintassi italiana ha contribuito sostanzialmente alla formulazione di ipotesi della TP sullo sviluppo di strutture sintattiche nell’interfaccia discorsivo-pragmatica (cf. cap. 1, § 4.2, questo volume). Di fatto, Di Biase & Kawaguchi (2002) hanno aperto la strada all’uso dei tratti distintivi della GLF recentemente formalizzati nella TP, prevedendo così l’estensione sviluppata successivamente da Pienemann, Di Biase & Kawaguchi (2005). A seguire, contrariamente ad ogni precedente trattamento della processabilità dell’italiano, rivisitiamo ed espandiamo il quadro morfosintattico per lo sviluppo dell’italiano come lingua seconda e proponiamo una soluzione teoreticamente motivata per trattare il cosiddetto fenomeno “intra-fase” (cf. § 2). Offriamo inoltre una discussione alquanto comprensiva dell’interfaccia tra sitassi e discorso-pragmatica, con prove sperimentali (cf. § 3).
Lo sviluppo dell’italiano come lingua seconda
Source abstract: The development of Italian as a second language
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